Titolo originale | Don't Get Killed in Alaska |
Anno | 2014 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | USA |
Durata | 96 minuti |
Regia di | Bill Taylor |
Attori | Oliver Dennis, Rosemary Dunsmore, Ben Lewis (III), John Nelles, Tommie-Amber Pirie Gianpaolo Venuta. |
Uscita | giovedì 6 settembre 2018 |
Distribuzione | New Gold Film |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 2,06 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 settembre 2018
Liney e Dan hanno in programma di trascorrere l'inverno in Alaska, lavorando su una barca da pesca. Per fare questo devono chiedere aiuto alla famiglia di lei.
CONSIGLIATO NÌ
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Liney è una ragazza istintiva: dopo aver trascorso l’estate lavorando in una piantagione nella regione canadese del New Brunswick, decide di tornare in Ontario accompagnata dal nuovo fidanzato, Dan. Il suo desiderio è quello di raggiungere l’Alaska per l’inverno e, lavorando a bordo di un peschereccio, cercare di racimolare qualche soldo per frequentare l’università; questo suo sogno sembra svanire nel momento in cui, aiutando Dan ad uscire da un giro di spaccio, si trova costretta a prestargli tutti i suoi risparmi. Dovrà, così, farsi forza e chiedere aiuto alla sua famiglia che non vede da diversi anni: la madre che l’ha abbandonata dopo la separazione dal padre, assente, e il fratello maggiore, concentrato sul proprio futuro di avvocato.
L’Alaska sembra, a questo punto, una meta raggiungibile solo cercando in tutti i modi di appianare i problemi e le difficoltà del passato.
Raggiungere l’Alaska è, per Liney, un sogno annebbiato da un carattere insicuro e immaturo, che non sembra in alcun modo il risultato della solitudine con cui ha dovuto convivere per diversi anni: vivere alla giornata, pensando esclusivamente alla propria immediata quanto effimera felicità, è un atteggiamento che ha sicuramente aggravato la personalità già volubile della ragazza rendendola un personaggio non particolarmente agréable; a maggior ragione dal momento che, per tutto il film, non è visibile alcun segno di evoluzione, miglioramento: Liney è come intrappolata in uno stadio embrionale, pigramente incapace di affrontare i problemi con la dose necessaria di maturità.
Quello che dovrebbe essere un percorso di formazione in vista di un obiettivo nobile, difficile, in grado di mettere alla prova la resistenza fisica e psicologica della ragazza, non viene assolutamente indagato dal film, che nel privilegiare un’esasperante susseguirsi di dialoghi con l’intento di avvicinare lo spettatore al passato della protagonista non fa altro che allontanarla.
Il ritratto che ne deriva è quello di una ragazza con pretese infantili e un atteggiamento egoistico e menefreghista: piuttosto che affrontare con determinazione (la stessa che la incoraggia a partire verso un Paese insidioso in balia dell’ignoto) la precaria situazione familiare di cui si è trovata vittima, preferisce ovviare al problema con l’indifferenza, pretendendo esclusivamente ciò di cui ha veramente bisogno per raggiungere il suo obiettivo.
Pochi i barlumi dietro ai quali si intuisce un desiderio genuino di recuperare i rapporti con i propri genitori e il fratello: riesce a parlare liberamente con la madre solo attraverso una porta chiusa, il fratello non viene visto come un modello di costanza ma come metro di paragone, e gli abbracci al padre sono più gelidi delle temperature che si trovano nel freddo Paese statunitense.
L’Alaska a lungo bramata ed inseguita solo attraverso le parole e le intenzioni sembra un traguardo irraggiungibile, un sogno ad occhi aperti più per lo spettatore che per la stessa protagonista.
A 4 anni dalla sua produzione, esce a fine estate nelle sale cinematografiche italiane “Sognando Alaska” del regista Bill Taylor, un film intimistico su un percorso di crescita di un’adolescente. La protagonista è una ragazza di circa 18 anni che ritorna nella sua cittadina natale dopo aver trascorso i mesi estivi in una piantagione in Canada dove ha conosciuto un ragazzo [...] Vai alla recensione »