Santa Barbara

Film 2012 | Biografico

Regia di Carmine Elia. Un film con Vanessa Hessler, Thomas Trabacchi, Massimo Wertmüller, Simone Montedoro, Laura Glavan. Cast completo Genere Biografico - Italia, 2012,

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Ultimo aggiornamento lunedì 3 dicembre 2012

Un dramma familiare che diviene il simbolo di uno scontro culturale i cui esiti sono destinati a cambiare per sempre il volto dell'Occidente.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
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L'inizio di una nuova Era.
a cura della redazione
a cura della redazione

Siamo nel 288 d.C., in una cittadina dell'Asia minore, attraversiamo le stanze di un grande palazzo da cui proviene una voce: è il canto dolce di una madre che sta cullando la sua bambina. Improvvisamente il canto viene spezzato, la bambina piange sola nel suo letto, sarà il padre a dirle che sua madre non tornerà mai più, è andata via per sempre...
Sono passati quindici anni quella bambina oggi è una bellissima donna di vent'anni, il suo nome è Barbara. Ora vive in Sabina, dove si è trasferita con il padre Dioscoro.
L'uomo è diventato governatore romano della provincia di Scandriglia, e punta ad entrare nei grandi giri politici della capitale, mentre sua figlia ama studiare i fenomeni del cielo, curiosa di scoprire cosa si nasconde dietro la volta celeste. Accanto a lei la giovane Giuliana, una schiava cresciuta con lei come una sorella. Barbara è allieva del maestro Policarpo, unito alla famiglia da sempre. Insegna filosofia ed astronomia a lei e ad altri ragazzi e per Barbara è come un padre. Si avvicina la visita del Prefetto Marciano, a lui sono legate le sorti della carriera di Dioscoro che ambisce ad un ruolo di prestigio a Roma, a fianco dell'Imperatore. Mentre Barbara sta facendo ritorno a casa dalla spiaggia dove era impegnata in uno dei suoi esperimenti si imbatte in un soldato che la scambia per una schiava, ma rimane colpito dalla sua bellezza. La ragazza si confida con l'amica Giuliana: l'incontro con questo misterioso soldato in qualche modo ha turbato anche lei. Barbara, avvolta in un meraviglioso abito, prende parte al banchetto in onore del Prefetto, dove scoprirà che quel soldato che l'ha scambiata per una schiava è Claudio, il capo delle guardie di Marciano. Barbara, sempre affascinata dal cielo, lo osserva in attesa di poter cogliere i risultati di uno dei suoi esperimenti, così torna alla spiaggia dove viene assalita da dei briganti. Con prontezza giunge Claudio a salvarla. Da quel momento tra i due giovani si crea un legame speciale...Ma un altro evento sta per sconvolgere la vita di Barbara per sempre... Infatti, Marciano, desideroso di compromettere il futuro politico di Dioscoro indice una celebrazione in onore dell'Imperatore, dove tutti i presenti dovranno sacrificare agli dei romani e all'Imperatore stesso, riconoscendone la natura divina. Giuliana, il suo giovane innamorato Livio e Crio, un compagno di scuola di Barbara, si rifiutano di compiere il sacrificio. Barbara viene così a sapere che la sua migliore amica è una cristiana e scopre che se non rinnegherà la sua fede perderà la vita. Barbara è disperata, cerca in tutti i modi di convincere il padre a intervenire per salvare Giuliana, ma la reazione dell'uomo è dura: la legge romana parla chiaro. Il padre si sente minacciato e accusa Policarpo di avere permesso che il germe di questa religione si facesse strada tra i suoi studenti. Così il maestro, cosciente che sarà allontanato dalla casa per sempre, decide di confessare a Barbara la verità che si cela dietro la storia della sua famiglia, il segreto che per anni Dioscoro ha nascosto a sua figlia: sua madre era cristiana ed è proprio per seguire la sua nuova fede che ha abbandonato la figlia, morendo lontano dalla sua casa.
Barbara è disperata, stringe tra le mani un ciondolo che apparteneva alla madre: raffigura un piccolo pesciolino simbolo dei primi cristiani che testimonia che sua madre era veramente una di loro. In pochi giorni la vita della ragazza è sconvolta, tutto quello in cui credeva sembra crollare e questo la fa sentire sola e abbandonata: Giuliana rischia di morire, suo padre le ha sempre mentito, il suo maestro è stato allontanato, anche Claudio non è così coraggioso come credeva e non ha la forza di opporsi a Marciano. Così la ragazza decide di andare a chiedere pietà a Marciano, che approfitta della sua ingenuità cercando di circuirla con un ricatto: se Barbara lo sposerà, lui si dimostrerà clemente, sempre che i suoi amici decidano di fare quel sacrificio. Ma almeno tutta questa storia non arriverà a Roma e non comprometterà la carriera politica del padre. Dioscoro è infuriato con la figlia, non capisce perché si stia lasciando coinvolgere in questo modo, mettendo a repentaglio la sua stessa incolumità; è anche terrorizzato dal fatto che l'incontro con questi cristiani la porti sulla stessa strada della madre, mentre Barbara fatica a riconoscere in quell'uomo il suo amorevole padre, soprattutto dopo che ha scoperto che questi gli ha mentito per tutti questi anni, nascondendole la verità su sua madre. Barbara è confusa anche davanti alle parole di Giuliana che le apre il suo cuore; le racconta della sua conversione, di quel Dio che ha creato quel cielo stellato che lei tanto ama. L'amica le ripete i versi di un salmo che resteranno nel cuore di Barbara insieme ai ricordi della madre, che stanno riaffiorando nella sua memoria: una madre amorevole che si prendeva cura di lei, che le insegnava a scoprire la bellezza del cielo e le parlava di Dio, proprio come Giuliana. Così Barbara non riesce a fermare il corso degli eventi: è arrivato il giorno dell'esecuzione di Giuliana. Marciano vuole che sia proprio la mano di Claudio a compiere l'esecuzione ma, inaspettatamente, il soldato per amore di Barbara si rifiuta di eseguire gli ordini, facendosi arrestare. Nemmeno il gesto di Claudio basta a impedire la morte di Giuliana, così Barbara è costretta a vedere morire sotto i propri occhi quella che per lei era una sorella. Barbara ora è decisa a impedire che venga sparso altro sangue. Si reca nelle prigioni, sfuggendo al controllo del padre e, facendo scoppiare un incendio, riesce a liberare gli altri cristiani e Claudio. Barbara, insieme a Claudio e a Livio, raggiunge la comunità cristiana nascosta nelle catacombe e guidata dal vescovo Marcellino. Durante la fuga, però, Claudio rimane ferito ed ora rischia di morire dissanguato. Nella comunità Barbara viene accolta come una figlia sia da Marcellino che dagli altri cristiani, in particolare da Sara, una donna che la osserva come se la conoscesse da sempre. Infatti sarà proprio dalle parole di questa donna che Barbara scoprirà la verità su sua madre: Sara, quando era solo una ragazza, era stata curata dalla madre di Barbara che si recava in un lazzaretto per curare i malati mettendo a repentaglio la sua stessa vita.
La nostra protagonista scopre così che sua madre non l'ha mai voluta abbandonare ma che è stato Dioscoro a impedire alla donna di uscire da quel lazzaretto, secondo quanto prevedevano le leggi romane. La madre di Barbara è morta nel lazzaretto, lontano dalla sua famiglia senza poter più riabbracciare la figlia. Per Barbara è un duro colpo scoprire la responsabilità del padre, ma il suo cuore sta cambiando: grazie alla vita nella piccola comunità si sta avvicinando a quella fede che le permetterà di trovare la forza per perdonare anche suo padre. Nel frattempo la ferita di Claudio peggiora e Barbara spinta dall'amore si ritrova a pregare quel Dio, che ora le è più familiare di quanto avrebbe potuto immaginare. Claudio si riprende e Barbara comprende che l'incontro con i cristiani l'ha profondamente cambiata, così chiede si essere battezzata. Nel frattempo Marciano e Dioscoro sono determinati a trovare sia Barbara che Claudio, così Barbara cosciente del pericolo che incombe sulla piccola comunità decide di consegnarsi per risparmiare la vita di coloro che ama. Barbara ora ha la forza di stare di fronte a suo padre senza rinnegare la sua fede; per Dioscoro è inaccettabile che la ragazza abbia fatto la stessa scelta della madre. Anche il suo ultimo disperato tentativo di far fuggire Barbara viene smascherato, così l'uomo non riesce ad impedire che la figlia finisca nelle mani di Marciano. Barbara si rifiuta di rinnegare la sua fede e di confessare dove si nascondono i cristiani. Dioscoro, ormai sull'orlo della pazzia, è convinto che di fronte alle torture la figlia cambierà idea, ma si sbaglia e Barbara, con la serenità di chi ha già abbracciato la santità, va incontro alla morte più tragica che si possa immaginare: è il suo stesso padre, incapace di accettare la scelta di Barbara, che la trafigge a morte.
Sono passati alcuni anni, le persecuzioni sono finite e mentre vediamo il volto di Dioscoro che, vittima della sua stessa folle rabbia, è diventato un mendicante, ascoltiamo le voci che pronunciano le parole di una preghiera: si tratta di Claudio, Marcellino e Livio in ginocchio davanti a due croci che portano i nomi di Giuliana e Barbara.


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