Anno | 2007 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | Italia, Francia |
Durata | 90 minuti |
Regia di | Davide Barletti, Lorenzo Conte, Berletti Davide |
Attori | Claudio Santamaria, Valentina Cervi, Daniele Pilli, Giorgio Careccia, Ippolito Chiarello Giancarlo Luce, Ugo Lops, Danilo De Summa, Giuseppe Ciciriello, Lea Barletti, Fabrizio Parenti, Simone Franco, Fabrizio Pugliese, Ippolito Chiarella. |
Uscita | venerdì 29 febbraio 2008 |
Tag | Da vedere 2007 |
Distribuzione | Mikado Film |
MYmonetro | 2,80 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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La storia di un sogno che si realizza, per poi disintegrarsi insieme ai suoi protagonisti, il mafioso Antonio Perrone e sua moglie Daniela. In Italia al Box Office Fine Pena Mai. Paradiso Perduto ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 110 mila euro e 51,2 mila euro nel primo weekend.
CONSIGLIATO SÌ
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Tonio Perrone è un giovane irrequieto, pieno di quella che spesso viene equivocata per voglia di vivere ma è solo spinta autodistruttiva. Nella sua esistenza fatta di droga, sballo ed auto veloci, l'unica costante è Daniela, la fidanzata dai tempi dell'università. Poco a poco Tonio diventa un piccolo boss della mala salentina: spaccio e gioco d'azzardo sono le sue principali attività, tenute in piedi grazie ad un piccolo gruppo di malviventi, tra cui spicca lo spietato Gianfranco. Presto la sua scalata è arrestata dalla polizia. In carcere conosce boss e malavitosi più grandi di lui che lo introducono nella "famiglia", una mafia di derivazione camorristica, la Sacra Corona Unita. I vecchi amici moriranno o spariranno, lui diventerà esponente di una nuova forma di organizzazione criminale presto travolta dalla reazione dello Stato.
Quella di Tonio Perrone è una storia vera, messa nero su bianco durante i 15 anni di isolamento in regime carcerario di 41 bis. Il titolo Fine pena mai è un riferimento ai 49 anni di reclusione a cui è stato condannato il suo protagonista ed alla certezza di dover vivere con il rimorso di non aver mantenuto la promessa fatta alla moglie Daniela ed al figlio Alessio: non lasciarli mai soli.
I registi Davide Barletti e Lorenzo Conte dimostrano di conoscere bene i canoni stilistici del cinema che ha raccontato la criminalità - Quei bravi ragazzi, ad esempio, a cui si richiama nel delineare la figura dei due criminali psicopatici che affiancano Tonio - adattandoli alla saga salentina di un giovane boss ambizioso. Inoltre, suggerito dal bravo protagonista Claudio Santamaria, è ovvio il richiamo a Romanzo Criminale: con il film di Placido è condivisa l'attenzione alle sfumature dei personaggi e l'indagine del perverso fascino che l'ambiente della mala ha su giovani disposti a tutto piuttosto che sugli aspetti "di azione" e sanguinari che il tema suggerirebbe.
Gangster movie di serie Z, nonostante le buone carte in regola che aveva per diventare un successo. La storia è quella di un piccolo criminale che si affilia alla Sacra Corona Unita, mafia pugliese analoga a Cosa Nostra e alla 'Ndrangheta, sacrificando la sua vita all'organizzazione. Il problema di questo film non sono gli attori - piuttosto discreti, mentre Santamaria è davvero [...] Vai alla recensione »
Film noioso. Non ho provato nessuna emozione. Lo sconsiglio
Un documentario più che un film o meglio un racconto di memorie narrate dal criminale affiliato alla Sacra Corona Unita Antonio Perrone. In effetti, l'opera del duo Berletti-Conte è tratta proprio dal libro scritto dallo stesso Perrone durante i primi anni (dei 49 complessivi) di detenzione da scontare all'Asinare in regime di carcere duro. Quindi un film più sul personaggio che sulla quarta mafia, [...] Vai alla recensione »
Dopo "Il dolce e l'amaro" di Porporati, un altro ritratto criminale visto "dall'interno": la resistibile ascesa, e la caduta, di Antonio Perrone, giovane salentino deciso a far proprio il mondo per una stagione. Adepto della vita spericolata, ma con moglie e figlio a carico, Tonio entra nel giro dello spaccio come capo di una piccola banda di coetanei.
Fine pena mai è basato sull'autobiografia di un boss della Sacra corona unita, scritta durante i primi 15 anni di una condanna a quasi mezzo secolo di reclusione in un carcere speciale. In una serie di flashback racconta la terribile naturalezza con cui un ragazzo pugliese, forse più intraprendente e intelligente della media, comincia una tragica e inarrestabile ascesa/discesa nella criminalità organizzata. [...] Vai alla recensione »
In attesa di Gomorra - il film che Matteo Garrone ha tratto dal famoso libro di Roberto Saviano - non si può certo dire che il cinema italiano sia reticente sull'argomento «malavita organizzata». Il problema, come sempre, è il come. Dai tempi della prima Piovra ci si interroga sull'immagine della mafia negli sceneggiati televisivi: denuncia, mitizzazione, esaltazione involontaria? Impossibile dare [...] Vai alla recensione »
Antonio Perrone era l'astro nascente della Sacra corona unita, la mafia pugliese, emergente tra gli anni 80 e i 90. Arrestato e rinchiuso per 15 anni secondo il rigido regime del 41 bis, scrisse un'autobiografia che è alla base del film. Santamaria aderisce mimeticamente al ruolo di bandito, ebbro di cocaina e di violenza, stritolato in giochi di morte qualche volta eterodiretti (per Cosa nostra e [...] Vai alla recensione »
Tra pistole ed eroina, tangenti e lutti, si sgretola una vita al massimo. Lo sfondo è quello della Puglia degli '80, insanguinata dai crimini della Sacra Corona Unita. La storia (vera) è quella di Antonio Perrone (Santamaria), giovane di buona famiglia che finisce stritolato tra gli ingranaggi della malavita, trascinando con sé moglie (Valentina Cervi) e figli.
Prodotto da Amedeo («Angelopoulos») Pagani, Fine pena mai - Paradiso perduto, diretto da metà «Fluid Video Crew», Davide Barletti e Lorenzo Conte, con Claudio Santamaria e Valentina Cervi, è un bel film d'amore malsano. Un «mistery dell'anima» secondo gli autori, capaci di passare dal fotoromanzo alla farsa alla folgorazione gestuale, in stile Bausch.
Un mare di notte, fluido e vischioso come petrolio. E solo per mare si arriva al carcere di massima sicurezza dell'Asinara, quello noto alle cronache negli anni dell'articolo 41bis e di Borsellino e Falcone. Una prigione così astratta da essere quasi metafisica, dove sconta l'isolamento Antonio Perrone, ergastolano. È lui a raccontarsi, nell'autobiografia Vista d'interni e nel film di Davide Barletti [...] Vai alla recensione »
Ascesa repentina e caduta rovinosa del pugliese Antonio Perrone, uno che, per vivere al massimo, si è fatto prima deliquente e poi mafioso e oggi sconta 49 anni di carcere, in regime di 41bis. Fine pena mai, di Davide Barletti e Lorenzo Conte, con Claudio Santamaria e Valentina Cervi, racconta la sua storia, che è un modo di far luce sulla quarta mafia della Sacra Corona Unita.
La prima incursione nel cinema narrativo degli sperimentatori di lungo corso Barletti e Conte (più noti come Fluid Video Crew), è l'ascesa e caduta di un affiliato della Sacra Corona Unita salentina negli anni 80, raccontata con un'allucinatoria sobrietà, un senso della realtà che gioca con diversi guizzi di regia sulla povertà e lo squallore, che calca la mano sul vuoto e non sul pieno dei codici [...] Vai alla recensione »