Titolo originale | Les sentiments |
Anno | 2003 |
Genere | Commedia drammatica |
Produzione | Francia |
Durata | 90 minuti |
Regia di | Noémie Lvovsky |
Attori | Jean-Pierre Bacri, Nathalie Baye, Melvil Poupaud, Isabelle Carré, Valeria Bruni Tedeschi Bakary Sangeré, Cécile Reigher. |
Tag | Da vedere 2003 |
MYmonetro | 3,08 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Un film con 4 ruoli interpretati da 4 attori che sanno recitare. Dovrebbe essere la regola ma non sempre è così.
CONSIGLIATO SÌ
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Nella colorata campagna francese vivono Carole, signora sulla cinquantina, madre di due figli adolescenti e suo marito Jacques, medico della zona, ormai rassegnato, senza più entusiasmo verso la moglie e, forse, verso tutto il resto. Un giorno, la loro fin troppo tranquilla esistenza viene scossa dall'arrivo di una giovane coppia di sposi, Francois ed Edith che abiteranno proprio nella villetta di fronte. Le due coppie fanno amicizia, ma, quasi inconsapevolmente, Edith e Jacques si innamoreranno dando vita a un vortice di sentimenti inaspettati ed elettrizzanti.
L'autrice del film non dimentica la lezione dei maestri della Nouvlle Vague e coniuga, in questo film, leggerezza e dramma esistenziale.
All'inizio il racconto ha lo stile della commedia, anche un po' superficiale, ma poi l'analisi delle emozioni va più a fondo e i personaggi sfociano nel dolore e nella disillusione.
Un impianto da tragedia classica, con l'inserimento di cori a fare da cornice alle vicende, per una storia di, amicizia, malinconia, incoerenza, orgoglio e tristezza.
Non sempre due bravi attori possono risollevare le sorti di un film mediocre. E' il caso di "Les sentiments" in cui, nonostante la presenza di Jean-Pierre Bacri e Nathalie Baye, qualcosa sembra proprio non funzionare. Nel riproporre temi quali l'amicizia, l'amore, l'infedeltà, la regista sembra non trovare mai del tutto la strada più convincente, cambiando, sovente, di registro. Prima un po'comico e leggero, quindi drammatico. Due giovani sposini vanno ad abitare di fronte all'abitazione di una coppia piuttosto logorata dagli anni. Tra l'uomo più maturo e la giovane arrivata sboccia una passione travolgente. Per un certo tempo riescono a mantenere il segreto, fino a quando, però, la verità affiora. Stacchi musicali contrappuntano la vicenda commentandola. Pur non mancando un certo ritmo, il film regala, anche se molto raramente, momenti in cui soprattutto il talento comico di Jean-Pierre Bacri ha modo di esprimersi appieno. Da un tono di leggerezza, la gravità del finale - non che manchino gli argomenti - sembra, però, contraddire gli intenti registici. Il finale rimanda, quasi inevitabilmente, a quello dello splendido film di Truffaut, La signora della porta accanto, anche se non vi è alcun epilogo tragico o giustificazione per un repentino cambiamento. Ma non era una commedia?
Jacques è un dottore che vive con sua moglie Carol in campagna. Va ad abitare vicino a loro una coppia: Fracois, prossimo a sostituire Jacques nel lavoro, non sa che però sarà proprio quest'ultimo a sostituire lui nel cuore di sua moglie Edith. Noemie Lvosky al suo terzo film ha ottenuto di essere in Concorso a Venezia 60. Gli attori, come spesso capita a questo genere di film in Francia, ci sono e sono tutti adatti al ruolo. Per il resto si tratta di deja-vu realizzato con indubbia consapevolezza del mestiere.
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Una commedia d'adulterio, dalla traccia narrativa banale, è trasformata dalla cinepresa di Noémie Lvovsky in un piccolo, delicato, dolceamaro trattato sui sentimenti. Una giovane coppia (Isabelle Carré e Melvil Poupaud) si stabilisce nella casa di fianco a quella di una coppia più navigata (Jean-Pierre Bacri e Nathalie Baye). Il fresco marito è destinato a diventare il successore del medico di campagna [...] Vai alla recensione »
Non sono solo canzonette, dirà qualcuno. È il corretto che accompagna I sentimenti a ogni snodo narrativo parrebbe dargli ragione. Il film di Noémie Lvovsky dà a prima vista l’impressione di raccontare la solita storiella (lui, lei, l’altra), amore che fa rima con cuore ma anche con dolore. Eppure non è così. Sono persone vere, quelle che si muovono sullo schermo, non semplici macchiette; è il dramma [...] Vai alla recensione »
Canti gregoriani, canti pseudo-alpini: comunque, cori. Incorniciano la vicenda di I sentimenti, passato in Concorso a Venezia 2003. I testi sono scritti dalla regista Noémie Lvovsky e dalla sceneggiatrice Florence Seyvos. Si inizia con un “corale” che inneggia al matrimonio e si finisce «J’ai été le roi du monde, je ne me souviens plus de rien», sono stato il re del mondo e non ricordo più nulla, In [...] Vai alla recensione »
Non credete a chi dice che è una di quelle storie di corna già viste mille volte. O che è una commediola carina, ma senza guizzi. O che è la solita pellicola francese parlatissima e ricca di amorosi tormenti. I Sentimenti era uno dei titoli migliori in programma allo scorso Festival di Venezia. Nessuno inventa nulla, in tema di adulterio provinciale.
Mentre appare sempre più arduo trovare qualcosa di serio per qualcuno, dall’amicizia all’amore, sui nostri schermi approda tin film francese di Noémie Lvovsky, dal titolo proposto come indicativo: I sentinienri. Punto di forza di questa pellicola dall’impianto teatrale, con tanto di corifeo alla greca, che parte col commento a cappella «ogni volta in cui non si sa come risolvere le situazioni» (così [...] Vai alla recensione »
Nelle mani di Noémie Lvovsky, la giovane regista francese che qualcuno ha già definito un misto di François Truffaut e Woody Allen, la più classica delle storie di amore e di adulterio diventa una favola appassionante e coloratissima. Al centro dei Sentimenti, applaudito in Francia da oltre due milioni di spettatori, c’è la vicenda di due coppie, una molto giovane, l’altra più matura.
Non solo amore, non solo tradimento, non solo abbandono: al centro dei film di Noémie Lvovsky non c’è un sentimento, ma ci son proprio I sentimenti (Les sentiments, Francia, 2003, 94’). Raccontando questa loro commedia tragica, la regista francese e la cosceneggiatrice Florence Seyvos tentano di cogliere qualcosa, forse un colore dell’anima, che dia conto della propensione umana, molto umana a cercare [...] Vai alla recensione »