Titolo originale | Indiana Jones and the Last Crusade |
Anno | 1989 |
Genere | Avventura |
Produzione | USA |
Durata | 127 minuti |
Regia di | Steven Spielberg |
Attori | Harrison Ford, Sean Connery, Denholm Elliott, Alison Doody, Michael Byrne, John Rhys-Davies Julian Glover, River Phoenix, Kevork Malikyan, Robert Eddison, Richard Young, Alexei Sayle, Alex Hyde-White, Paul Maxwell, Isla Blair, Vernon Dobtcheff. |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 3,37 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 6 dicembre 2016
Argomenti: Indiana Jones
Indiana Jones va alla ricerca del padre, famoso studioso ed esploratore. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes,
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CONSIGLIATO SÌ
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Indiana Jones va alla ricerca del padre, famoso studioso ed esploratore. Scopre che è stato rapito per ordine di Hitler, che vuole arrivare prima di lui al più famoso dei cimeli storici, il sacro Graal, la coppa in cui venne raccolto il sangue di Cristo.
Il terzo capitolo della serie di Indiana Jones accentua la dimensione autoreferenziale. Si ricostruiscono la storia e le origini del personaggio, si crea uno studio-romanzo familiare sui Jones, aumentano i richiami interni alla saga. La vera trovata è l’introduzione del padre di Indiana, Henry Jones. Secondo uno schema classico del cinema d’avventura, abbiamo l’eroe, la donna attraente, e il terzo elemento, il fattore di novità: nel secondo capitolo era il bambino orientale Shorty, in questo è Henry. Si indaga così sul rapporto padre-figlio, sul complesso di Edipo, su situazioni classiche: il figlio trascurato dal padre, il mancato dialogo e l’assenza del padre quando il figlio era ancora un ragazzo (sta qui la funzionalità del prologo sul giovane Indy). Padre e figlio, con l’evolversi della storia, si educano vicendevolmente, superano le implicazioni del complesso edipico, e arrivano alla costruzione di un rapporto equilibrato, maturo, paritario. Henry è interpretato da Sean Connery, storico James Bond, che porta nella saga di Indiana il carico di situazioni e temi narrativi appartenenti alla saga di 007: Spielberg unisce così nello stesso film due tra i maggiori miti cinematografici e avventurosi della seconda metà del ’900. Connery non rifà la parte di 007, ma quella di un anziano professore che lascia al figlio il compito di risolvere i problemi. Come nei film precedenti, tornano le istanze mitiche, mistiche, religiose. Indiana, come farà il Peter Banning di Hook (sempre di Spielberg), compie un percorso che lo porta da una mentalità razionalistica e scettica alla capacità di credere, di aprirsi alla fede, e lo fa grazie alla guida del padre. Inoltre, il valore della cultura viene opposto alla barbarie rappresentata dai nazisti. Al di là di tutto ciò, si tratta ancora di un cinema incentrato su divertimento, spettacolo, dinamismo, humour. Il film è essenzialmente un’avventura, una favola “alla Indiana Jones”: la saga ha creato un sottogenere.